• Massimo Brunaccioni

LA SOIA FA MALE? FACCIAMO CHIAREZZA (UNA VOLTA PER TUTTE)

Aggiornato il: mar 27



Senza dubbio la soia (e i suoi derivati come tofu, tempeh, burger ecc…) rimane uno dei migliori alimenti per raggiungere il proprio obiettivo proteico giornaliero.


Purtroppo però intorno a questo legume sono sempre circolate chiacchiere di ogni tipo riguardanti eventuali danni alla salute. E’ uno degli alimenti vegetali più messi in discussione in assoluto che crea e sta creando paure ed incertezze soprattutto tra chi ha iniziato da poco a seguire un’ alimentazione vegana.

Proviamo a fare chiarezza.


Secondo la comunità scientifica non ci sono evidenze che dimostrino l’insorgenza di danni alla salute derivati dal consumo di soia e derivati, né su popolazione sana né con patologie.


La paura della soia deriva da alcuni studi effettuati su topi che però si sono rivelati in nessun modo trasferibili sugli umani.

Vediamo ora quali sono le preoccupazioni maggiori legate a questo legume.

La soia è stata spesso considerata nemica della donna in quanto si pensa che possa essere responsabile dell’insorgenza di tumori alla mammella o di recidive.

Dal momento che sono gli estrogeni responsabili del cancro al seno, è stato ipotizzato che i fitoestrogeni della soia possano avere lo stesso effetto. Questa ipotesi è stata sperimentata però solamente su topi che reagiscono in modo totalmente differente agli isoflavoni della soia rispetto agli umani. Questi studi pertanto non hanno alcun valore se usati per emanare indicazioni riguardanti l’alimentazione umana.



Un importante studio ha dimostrato che consumi regolari di soia possono diminuire significativamente i casi di morte e recidiva su donne già malate. Altre evidenze hanno dimostrato che regolari assunzioni di soia corrispondevano ad una riduzione del rischio di tumore al seno su donne sane confermando così i suoi effetti protettivi. Ad oggi non esiste nessuno studio che associ l’utilizzo di soia con un aumento del rischio di qualsiasi tipo di malattia o di recidive.


Si avverte spesso ancora più paura tra gli uomini perchè si pensa che questo legume possa avere effetti negativi sulla prostata e che possa mettere a rischio la fertilità. Anche qui nessuna evidenza scientifica. Anzi, a conferma degli effetti benefici anche sull’uomo, vari studi hanno dimostrato che una maggiore assunzione di soia, ha comportato al contrario, una riduzione sostanziale del rischio di cancro alla prostata.

Per quanto riguarda il rischio di sterilità gli unici due casi in cui è stata rilevata una diminuzione dei livelli di testosterone si riferivano a dosi 10 volte superiori ad un normale introito alimentare per cui non si possono considerare statisticamente rilevanti.

Altri numerosi studi hanno dimostrato che i prodotti a base di soia non sono assolutamente in grado di influenzare i livelli di testosterone negli uomini.


Un’altra preoccupazione frequente riguarda il rapporto tra il consumo di soia e problemi alla tiroide. In termini di prevenzione, non ci sono evidenze sul fatto che consumare soia possa influenzare negativamente il funzionamento della tiroide. Per chi invece soffre di ipotiroidismo, occorre sapere che esiste una interferenza tra consumo di soia e assorbimento dei farmaci che si assumono per questo problema. Quindi, il consiglio degli esperti, è quello di mangiare soia lontano dall’assunzione del farmaco e se proprio se ne consuma molta, di valutare insieme al proprio medico la possibilità di aumentare i dosaggi del farmaco.


Il consiglio sempre valido per tutti coloro che consumano soia regolarmente è quello di assumere il corretto quantitativo giornaliero di iodio la cui fonte più ricca è il semplice sale iodato.


Un altro attacco alla soia viene dal problema degli OGM.

In Italia è vietato coltivare OGM ma non è vietata l’importazione di prodotti contenenti OGM.

In tutti gli alimenti però, non solo sulla soia, è ammessa una tolleranza del 0,9% dovuta a eventuale e accidentale contaminazione. Se le quantità di OGM sono superiori a 0,9% deve essere esplicitamente indicato in etichetta.

Curioso notare come il problema OGM tocchi in verità molto di più e in modo diretto chi consuma prodotti animali.

In Italia l’87% dei mangimi per animali da allevamento contiene OGM e sull’etichetta della carne non è assolutamente obbligatorio riportare l’origine dei mangimi.


In conclusione quindi, via libera alla soia senza problemi, anche ogni giorno ma da alternare con tutte le altre fonti proteiche seguendo il principio della varietà e della moderazione, come per qualsiasi altro alimento.


GUARDA IL VIDEO!



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Massimo Brunaccioni | Vegan Fitness Coach & Athlete | Email: massimo.vfa@gmail.com | Italia

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